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	<title>Pastorale Familiare Giulianova</title>
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		<title>Pastorale Familiare Giulianova</title>
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		<title>Educatore, uomo della speranza</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 20:09:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sicomoroequipe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Spiritualità]]></category>
		<category><![CDATA[gnocchi]]></category>
		<category><![CDATA[scritti]]></category>

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		<description><![CDATA[Brani di don Carlo Gnocchi sull&#8217;educazione
Tratto da Tracce.it
La vita non si inventa né si improvvisa con un atto di volontà, sincero ed eroico finché si vuole; la vita si costruisce, come una casa, pietra su pietra, atto per atto, giorno per giorno. Niente d’improvviso nella natura.
(da C. Gnocchi, Educazione del cuore, Ancora 1998)
Se ricostruire bisogna, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sicomorogiulianova.wordpress.com&blog=6119155&post=870&subd=sicomorogiulianova&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><h5><img class="alignleft size-medium wp-image-850" title="Don_GnocchiR375" src="http://sicomorogiulianova.files.wordpress.com/2009/10/don_gnocchir375.jpg?w=300&#038;h=204" alt="Don_GnocchiR375" width="300" height="204" />Brani di don Carlo Gnocchi sull&#8217;educazione</h5>
<p>Tratto da <a href="http://www.tracce.it/default.asp?id=410&amp;id_n=12269" target="_blank">Tracce.it</a></p>
<p>La vita non si inventa né si improvvisa con un atto di volontà, sincero ed eroico finché si vuole; la vita si costruisce, come una casa, pietra su pietra, atto per atto, giorno per giorno. Niente d’improvviso nella natura.<br />
(da C. Gnocchi, <em>Educazione del cuore</em>, Ancora 1998)</p>
<p>Se ricostruire bisogna, la prima e fondamentale di tutte le ricostruzioni è quella dell’uomo. Bisogna ridare agli uomini una meta ragionevole di vita, una ferma volontà per conseguirla e una chiara norma di moralità. Bisogna rifare l’uomo. Senza questo, è fatica inutile ed effimera quella di ricostruirgli una casa che, fra poco, egli stesso distruggerà con le proprie mani dissennate.<br />
(da C. Gnocchi, <em>Restaurazione della persona umana</em>, Libreria Editrice Vaticana 2009)</p>
<p>Costruire non è tutto, bisogna difendere l’opera delle proprie mani [...]. L’educatore è l’uomo della speranza secondo il grido vittorioso di Cristo nella notte della passione.<br />
(da <em>I giovani del nostro tempo e la direzione spirituale</em>, in C. Gnocchi, <em>Gli scritti</em>, Ancora 1993)</p>
<p>Al giovane va proposto “un ideale”, e non solo “un’idea”, anche «se in un mondo accanitamente in lotta per la vita, è inesorabilmente handicappato chi vuol fare della poesia».<br />
(da C. Gnocchi, <em>L’aratro e la stella</em>, in <em>Problemi giovanili</em>, n. 38)</p>
<p>Perché considerare l’educando semplicemente come un soggetto passivo dell’educazione? L’educando è un vivente. Come tale non può assimilare virtù e verità se non con un processo vitale e quindi eminentemente attivo. L’educazione è un’opera di collaborazione tra l’educatore e l’educando, perché il ragazzo non è una “cosa”, ma una “persona”.<br />
(da C. Gnocchi, <em>Pedagogia del dolore innocente</em>, La Scuola 1956)</p>
<p>Come è tetra l’aria di certi ambienti educativi! Non vi risuonano che allarmi, non brillano nel buio che occhi di semafori rossi… Nulla è più deprimente sull’animo giovanile di queste apocalissi. Anche perché nulla è più falso. Bisogna spalancare le finestre dell’anima al più solare ottimismo.<br />
(da C. Gnocchi, <em>Educazione del cuore</em>, Ancora 1998)</p>
<p>Bisogna far sentire ai giovani che i buoni non sono pochi, che la virtù esiste ancora, anche se nascosta &#8211; anzi appunto perché nascosta &#8211; bisogna dar loro il senso corroborante della solidarietà nel bene.<br />
(da C. Gnocchi, <em>Educazione del cuore</em>, Ancora 1998)</p>
<p>L’educazione dell’amore non è una lezione scolastica che si possa impartire in un’ora o in parecchie ore di insegnamento, assisi cattedraticamente in poltrona, col piccino seduto compostamente dinanzi. Non è una lezione di astronomia né un itinerario di viaggio. È l’educazione di tutto l’uomo e la vita appena può bastare a iniziarla.<br />
(da C. Gnocchi, <em>Educazione del cuore</em>, Ancora 1998)</p>
<p>Forse pochi educatori conoscono l’alto potenziale di sacrificio che spesso rimane latente nei giovani. Temono di esigere troppo… Bisogna battere al cuore dei giovani con fermo coraggio, senza il dubbio di Mosè dinanzi alla rupe dell’acqua viva. Bisogna chiedere il tutto per tutto. Solo così si ottiene.<br />
(da C. Gnocchi, <em>Educazione del cuore</em>, Ancora 1998)</p>
<p>Se la formazione delle menti e delle coscienze giovanili nella scuola moderna, fatta oggi per necessità e quasi totalmente con opera collettiva, non è completata da un’educazione e istruzione strettamente individuale e personale, affidata alla scienza e all’educazione di un maestro… se inoltre la parte dello studio mnemonico e della cultura passiva, che deve pur stare alla base di ogni testa ben fatta, non è completata e ravvivata da un lavoro di ricerca personale, dallo stimolo all’esercizio delle tendenze individuali, la scuola finisce per diventare una monotona matrice di figurini umani e una macchina rotativa per la stampa di diplomati e laureati.<br />
(da C. Gnocchi, <em>Restaurazione della persona umana</em>, Libreria Editrice Vaticana 2009)</p>
<p>È strettamente indispensabile una larga e profonda scienza del composto umano e una viva conoscenza psicologica del giovane e specialmente del giovane moderno&#8230; E chi ha letto anche solo il Carrel o il Biot sa quale mistero si nasconda sotto queste espressioni apparentemente semplici e quale intreccio di interferenze leghi e fonda in una unità sostanziale la vita del corpo e la vita dell’anima. L’unione e la compenetrazione dei due principi è tanto intima e completa che nulla vi è nell’uomo che sia esclusivamente spirituale e nulla che sia puramente fisico.<br />
(da <em>I giovani del nostro tempo e la direzione spirituale</em>, in C. Gnocchi, <em>Gli scritti</em>, Ancora 1993)</p>
<p>I ribelli presentano i casi pedagogicamente più interessanti. Dalle volontà forti e personali sono sempre balzati gli uomini grandi della storia civile e religiosa, i cavalieri dell’ideale, i santi, i condottieri ed i genii. Bisogna però di cercare di piegarli all’obbedienza senza violenza. Disgustare questi caratteri significa spesso allontanare dei soggetti che, passata la mattana giovanile, finiscono di solito per diventare i giovani più ardenti e generosi.<br />
(da C. Gnocchi, <em>Andate e insegnate</em>, Federazione Oratori Milanesi 1934)</p>
<p>Mai come oggi si è acutizzata la crisi del carattere. C’è attorno, nella gioventù moderna, un’aria di conformismo livellatore e di incoscienza festaiola da asfissiare. Bisogna formare uomini di carattere. Anche lo Stato lo vuole.<br />
(da C. Gnocchi, <em>Andate e insegnate</em>, Federazione Oratori Milanesi 1934)</p>
<p>L’uomo ridotto dalla categoria di fine a quello di strumento e di mezzo per il trionfo di una economia o di una razza o di una classe sociale o peggio di un dittatore paranoico&#8230; L’uomo è qualcosa di assoluto, che esige un rispetto incondizionato e perciò non può essere mai ridotto a rango di un mezzo, essendo egli stesso un fine per tutto l’universo, materiale e biologico, che sta sotto di lui e che a lui è stato ordinato. Col valore dell’uomo crollano tutti i valori della vita umana.<br />
(da C. Gnocchi, <em>Restaurazione della persona umana</em>, Libreria Editrice Vaticana 2009)</p>
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		<title>Global warming</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 18:30:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sicomoroequipe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tratto da Il Foglio.it
Adesso il mondo inizia a chiedersi: che fine ha fatto il global warming?
Dal Monde alla Bbc, le temperature che non salgono più riaprono un dibattito che per tanti era chiuso
L’autorevole quotidiano francese Le Monde, mercoledì apriva la prima pagina con una grande foto di un iceberg in Groenlandia e un titolo a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sicomorogiulianova.wordpress.com&blog=6119155&post=867&subd=sicomorogiulianova&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><img class="alignleft size-full wp-image-868" title="LeMonde_global_warming" src="http://sicomorogiulianova.files.wordpress.com/2009/10/lemonde_global_warming.jpg?w=188&#038;h=220" alt="LeMonde_global_warming" width="188" height="220" />Tratto da<a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/3651"> Il Foglio.it</a></p>
<p><strong>Adesso il mondo inizia a chiedersi: che fine ha fatto il global warming?<br />
Dal Monde alla Bbc, le temperature che non salgono più riaprono un dibattito che per tanti era chiuso</strong></p>
<p><strong>L’autorevole quotidiano francese Le Monde</strong>, mercoledì apriva la prima pagina con una grande foto di un iceberg in Groenlandia e un titolo a tre colonne su due righe: “Clima: il riscaldamento segna una pausa?”. L’articolo, pur sostenendo l’origine antropica del riscaldamento globale, spiegava che “le temperature potrebbero leggermente abbassarsi da qui a dieci-vent’anni”. Ecco perché “il dibattito tra gli esperti rende più difficile la conclusione di un accordo a Copenaghen”. Per “Copenaghen” si intende il grande summit mondiale che a dicembre vedrà tutti i paesi del mondo impegnati a firmare un documento comune per combattere i cambiamenti climatici. Il termine interessante nell’articolo del Monde è “dibattito”, parola che da qualche anno era scomparsa dagli scritti sull’argomento.</p>
<p><strong>Il dibattito – si diceva – è finito</strong>, ormai è chiaro che l’uomo è responsabile dell’innalzamento delle temperature sul nostro pianeta. Ultimamente, almeno fuori dall’Italia, sembra che questa non sia più una certezza: testate storicamente schierate con il catastrofismo spinto, sempre più scienziati e una grossa fetta di opinione pubblica stanno ritrattando la definitività delle loro posizioni. Ammettono cioè che forse il dibattito non è del tutto chiuso. Anche perché nel mondo fa freddo. Qualche esempio: la stagione calda 2008-2009 dell’emisfero sud della Terra ha fatto segnare un record non di poco conto: mai, da quando sono iniziate le misurazioni, era capitato che si sciogliesse così poco ghiaccio. In diversi paesi europei come l’Austria e la Polonia, nevicava a inizio ottobre, negli Stati Uniti si sono toccate temperature basse come mai negli ultimi cinquant’anni e in Alberta, Canada, non faceva così freddo dal 1928. “Che cosa è successo al Global Warming? Così le basse temperature stanno iniziando a scuotere la teoria del riscaldamento globale”, titolava il Daily Mail qualche giorno fa facendo eco al “Che è successo al global warming?” della Bbc della settimana prima. “Questo titolo potrebbe sorprendervi – scriveva l’articolista inglese – così come sapere che l’anno più caldo registrato globalmente non è né il 2007 né il 2008, ma il 1998. Eppure è vero. Negli ultimi undici anni le temperature non sono aumentate”.</p>
<p><strong>Negli stessi giorni</strong>, segnalato dal Times e ripreso dal Corriere della Sera, si scopriva che “il diario di Cook svela che il clima è immutato”. Cook è James Cook, famoso esploratore britannico di fine Ottocento. Le note metereologiche contenute nei suoi diari di viaggio e rilette oggi ci dicono che da una parte negli ultimi 190 anni il livello dei ghiacci della baia di Baffin si è ridotto in modo “lieve ma significativo”, ma altre misurazioni suggeriscono che la temperatura dei mari artici è cambiata di poco o niente e che nell’artico norvegese a inizio Ottocento le temperature rilevate in estate non erano molto più fredde di quelle registrate alla fine del Novecento. <strong> </strong></p>
<p><strong>Che cosa significa tutto questo?</strong> Di sicuro che l’osservazione della realtà comincia a introdurre dubbi nelle previsioni fatte al computer con modelli non ancora verificati. Questo fa sì che i cosiddetti scettici si stiano liberando della definizione di “negazionisti” coniata per loro da chi riteneva chiuso il discorso sul clima e comincino a far sentire la loro voce. Il film “Not evil, just wrong” è un esempio in tal senso: uscito pochi giorni fa, è un contro-documentario che critica le “verità scomode” del lungometraggio con cui l’ex vicepresidente americano Al Gore vinse l’Oscar e il Nobel per la Pace nel 2007.</p>
<p>Diretto da Phelim McAleer, “Non cattivo, semplicemente sbagliato” cerca di frenare l’isteria che il catastrofismo à la Gore ha generato negli ultimi anni. Al è in difficoltà, e non solo per la sorta di “nuvoletta di Fantozzi” che tradizionalmente lo accompagna quando parla di global warming in giro per il mondo (dove arriva lui si registrano quasi sempre temperature sotto la media), ma perché in troppi si stanno accorgendo delle esagerazioni apocalittiche che contraddistinguono i sostenitori del riscaldamento globale per cause antropiche: la scorsa settimana, dopo quattro anni passati lontano da domande scomode, Al Gore ha accettato di partecipare a una sorta di conferenza stampa in cui avrebbe risposto a tutte le domande dell’associazione dei giornalisti ambientali, la Society of Enironmental Journalists. A quell’incontro c’era anche, come membro effettivo dell’associazione, Phelim McAleer, regista di “Not evil, just wrong”, che a un certo punto ha chiesto la parola e, ottenutala, ha domandato ad Al che cosa pensasse dei “nove importanti errori” che un giudice inglese ha individuato nel suo film, tanto da vietarne la proiezione nelle scuole inglesi.</p>
<p>Gore ha risposto dicendo che nelle scuole invece il suo film è stato fatto vedere, ma McAleer ha insistito, chiedendo al premio Nobel di entrare nel merito, volendo sapere se avrebbe fatto qualcosa per riparare a quegli errori. A quel punto McAleer è stato circondato da due energumeni che lo hanno invitato fisicamente a tacere, con – nitida – la voce di uno dei responsabili dell’associazione di giornalisti che, rivolto alla sala regia, diceva: “Kill the mic!”, “spegnigli il microfono”.</p>
<p><strong>Quando si alza il tono dello scontro</strong> si ammettono implicitamente delle difficoltà. Così il governo inglese guidato da Gordon Brown (che due giorni fa spiegava che se a Copenaghen non si raggiungerà un accordo la Terra ha i giorni contati) ha messo in onda uno spot dedicato ai bambini sui pericoli che derivano dalla produzione di CO2. Non riuscendo ad avere presa sugli adulti nonostante i messaggi sui media siano a senso unico (tutti i sondaggi dicono che la gente è più preoccupata di economia e terrorismo che dei cambiamenti climatici) provano a spaventarli fin da piccoli: nel commerciale andato in onda questa settimana si vede un papà che racconta la favola della buonanotte alla piccola figlia che ascolta la storia con volto spaventato: “C&#8217;era una volta un paese in cui il clima era diventato molto molto strano”, dice il babbo; gli scienziati avevano detto che la colpa era della CO2 e che per questo molte città sarebbero state sommerse e i bambini avrebbero perso i loro cuccioli travolti da catastrofi naturali. Come combattere tutto questo? Ad esempio spegnendo la luce in camera quando non serve. “C’è un lieto fine?”, chiede la bimba spaventata. “Dipende da te”, risponde la voce fuori campo.</p>
<p>Oltre alla grossolanità della soluzione prospettata nello spot, questa campagna (costata sei milioni di sterline al governo britannico) ha scatenato le ire di moltissimi genitori oltre che dell’opposizione conservatrice: “Una pubblicità – ha detto Philip Davies – che rivela quanto logoro sia il punto di vista del governo se decide di spaventare i ragazzini per combattere il cambiamento climatico”. Ma il portavoce del dipartimento per il cambiamento climatico ha risposto che “per proteggere la prossima generazione dobbiamo motivarla”. Appunto, non terrorizzarla.</p>
<p><strong>Lo spot in questione</strong> è però in linea con gli allarmismi del premier inglese, che ha da poco dichiarato che “la Conferenza sul clima di Copenaghen è l’ultima possibilità per raggiungere un accordo globale, ridurre le emissioni ed evitare il disastro. Se non raggiungeremo un’intesa non ci sono dubbi: una volta che il danno delle emissioni è fatto, sarà troppo tardi”. In effetti col passare dei mesi l’appuntamento danese è passato da momento catartico e decisivo per il futuro dell’umanità a semplice punto di incontro dei vari potenti del mondo per riempirsi la bocca di clima. Così diversi politici già avvertono che non ci si deve aspettare molto da quello che nell’immaginario comune dovrebbe essere un “Kyoto 2”.</p>
<p>Come nel romanzo di Michael Crichton “Stato di paura”, più il meeting sul clima si avvicina più i media rilanciano i disastri per spaventare l’opinione pubblica e incastrare Obama e compagnia alle loro responsabilità. Responsabilità (vere o presunte che siano) di cui già approfittano non pochi paesi poveri: a fine agosto dieci paesi africani si sono riuniti per chiedere ai paesi industrializzati 46 miliardi di dollari perché per colpa loro in Africa fa caldo. Se il conto non verrà pagato, hanno avvertito, Copenaghen rischia di saltare.</p>
<p><strong>In tutto questo per fortuna il dibattito</strong> sulle vere cause del global warming si è riaperto, e ciò non può che giovare alla causa. L’articolo del Monde, oltre a sostenere che lo stop al riscaldamento globale non significa assolutamente che l’uomo non ne sia il responsabile, ammetteva che questo “raffreddamento” potrebbe essere dovuto a cause naturali. E questa è una notizia: a leggere certe cose, negli ultimi tempi, sembrava che la natura fosse stata ormai sostituita in toto dall’uomo.</p>
<p><strong>Leggi</strong> <a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/cambidistagione">il blog Cambi di stagione</a></p>
<p>© 2009 &#8211; FOGLIO QUOTIDIANO</p>
<p><a href="http://www.ilfoglio.it/redazione/31">di Piero Vietti</a></p>
Posted in Ambiente ed ecologia, Articoli Tagged: ghiacci, global, lemonde, riscaldamento, tempertature, warming <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sicomorogiulianova.wordpress.com/867/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sicomorogiulianova.wordpress.com/867/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sicomorogiulianova.wordpress.com/867/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sicomorogiulianova.wordpress.com/867/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sicomorogiulianova.wordpress.com/867/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sicomorogiulianova.wordpress.com/867/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sicomorogiulianova.wordpress.com/867/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sicomorogiulianova.wordpress.com/867/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sicomorogiulianova.wordpress.com/867/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sicomorogiulianova.wordpress.com/867/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sicomorogiulianova.wordpress.com&blog=6119155&post=867&subd=sicomorogiulianova&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Halloween</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 18:20:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Halloween, tratto da CulturaCattolica.it
Come si sostituisce una farsa consumistica ad una festa cristiana. Con l&#8217;aiuto insostituibile della scuola. Riportiamo queste interessanti riflessioni di un nostro amico, esperto di questi argomenti, nella speranza di una riflessione che aiuti tutti a valutare con serietà le implicazioni educative delle scelte che facciamo.
E così come ogni anno ci risiamo. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sicomorogiulianova.wordpress.com&blog=6119155&post=863&subd=sicomorogiulianova&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-864" title="halloween_zucca1" src="http://sicomorogiulianova.files.wordpress.com/2009/10/halloween_zucca1.jpg?w=300&#038;h=224" alt="halloween_zucca1" width="300" height="224" />Halloween, tratto da <a href="http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=17&amp;id_n=16459" target="_blank">CulturaCattolica.it</a></strong></p>
<p><strong>Come si sostituisce una farsa consumistica ad una festa cristiana. Con l&#8217;aiuto insostituibile della scuola. Riportiamo queste interessanti riflessioni di un nostro amico, esperto di questi argomenti, nella speranza di una riflessione che aiuti tutti a valutare con serietà le implicazioni educative delle scelte che facciamo.</strong></p>
<p>E così come ogni anno ci risiamo. Ma in effetti ogni anno è peggio. Il triste &#8211; perché totalmente ripetitivo &#8211; rituale consumistico di Halloween sta reiniziando a riempire non solo la nostra sopportazione, ma i manifesti del McDonald, le attività delle scuole, e persino molte sale parrocchiali. Mentre svuota le nostre tasche.<br />
Attorno a quest&#8217;ultimo fatto (quante parrocchie &#8220;lasciano (quantomeno) organizzare&#8221; al proprio interno feste di Halloween?) c&#8217;è solo da rimarcare e stigmatizzare l&#8217;ignoranza religiosa che, soprattutto dentro la nostra chiesa particolare, grida scandalo sempre di più. In attesa che si intervenga.</p>
<p>Per quanto concerne l&#8217;orgia di consumismo infantile ed adolescenziale cui Halloween si riduce, nulla da dire: come ogni moda che giunge dagli USA, possiede evidentemente una capacità di condizionamento sociale che oltrepassa le capacità d&#8217;analisi razionale di troppi di noi; se è razionale andare in giro (parlo delle ed alle signorine) ad ombelico nudo nella stagione fredda, può essere accettabile anche travestirsi da zucche o fantasmi.</p>
<p>Ma nella scuola, momento centrale della formazione delle giovani generazioni, obbligo pubblico cui sono tenuti i nostri ragazzi fino ai 18 anni, non si può scherzare con l&#8217;ignoranza né prostituirsi a mode create per diffondere superstizione e far soldi. E&#8217; semplicemente allucinante la prona e sorridente passività con cui questa moda culturale viene non solo accettata, ma attivamente promossa in troppe scuole pubbliche, dagli asili in su; come se fosse una moda neutra (e nessuna lo è) e come se non incidesse sui valori trasmessi. Ora, solo chi non conosce il grande potere della Festa può pensare una fesseria simile.<br />
Halloween porta con sé un messaggio doppiamente negativo: acquiescenza totale al consumismo più sfrenato e marchiano (per favore, non si ciarli poi di &#8220;stili di vita&#8221; e di &#8220;maturità&#8221; dei ragazzi), e allenamento sistematico al peggiore dei relativismi, quello che volutamente confonde la Luce e l&#8217;Ombra, Dio e l&#8217;occulto, una cosa e il suo contrario.</p>
<p>Viene da rimpiangere il sano materialismo di 40 anni fa. Qui siamo al culto della parodia, all&#8217;inversione del sacro. E si tratta spesso di una scelta prettamente ideologica, da radicalismo di massa, finalizzata a terminare la distruzione della vita liturgica cristiana, sostituendo ad essa la migliore delle liturgie della modernità, quella della magia e del denaro.</p>
<p>Halloween sta finendo di cancellare una festa familiare e religiosa così importante come la Festa dei Defunti. E guardate un po&#8217;: nessuno leva la voce per protestare contro di essa in nome del rispetto delle altre religioni&#8230; Provate a vedere in quelle scuole che hanno cancellato in nome di un pluralismo imbecille e in malafede la presenza dei segni e delle feste cristiane se Halloween non viene semplicemente imposto dall&#8217;alto, leninisticamente, e per giunta difeso come &#8220;innocuo momento ludico ed educativo&#8221;. Ma sappiamo bene che il gioco è cosa serissima, così come l&#8217;educazione. Non ci si prenda ancora in giro.<br />
Buttiamo a mare le zucche. Diamo fuoco agli stracci stregoneschi e alle maschere di plasticaccia cinese. E dopo averlo fatto, andiamo a raccontarlo ai nostri morti tornando a trovarli ove riposano in attesa della Resurrezione della carne. Ci daranno ragione: loro sì che se ne intendono.</p>
<p><strong>Abbiamo pubblicato un DVD sull&#8217;Agnello Mistico di Van Eyck, di sr. Maria Gloria Riva. Mostra, attraverso un capolavoro fiammingo, il senso cristiano della festa di Ognissanti. Chi fosse interessato lo può <a title="Chiedi all'Editore" href="http://www.mimep.it/template.php?pag=64130&amp;id_cat=7035&amp;id_sotto_cat=8888&amp;id_prod=345931" target="_blank">richiedere a noi oppure all&#8217;Editore</a>.</strong></p>
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<li><a href="http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=17&amp;id_n=10222">Halloween, il crisantemo opposto </a></li>
<li><a href="http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=16&amp;id_n=391">La notte delle zucche</a></li>
</ul>
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		<title>Così fanno sparire l’aborto</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 18:10:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sicomoroequipe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A casa non disturba nessuno: così fanno sparire l’aborto
Da SAFE: un articolo di Assuntina Morresi per l&#8217;inserto &#8220;E&#8217; vita&#8221; di Avvenire
Tratto dal blog di Anna Vercors

Con la diffusione della Ru486 l’aborto è destinato a scomparire. Solo dalla scena pubblica, però: le donne continueranno ad abortire, ma lo sapremo solamente dai dati di vendita delle pillole, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sicomorogiulianova.wordpress.com&blog=6119155&post=859&subd=sicomorogiulianova&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-860" title="ru486_pillola_R375" src="http://sicomorogiulianova.files.wordpress.com/2009/10/ru486_pillola_r375.jpg?w=300&#038;h=205" alt="ru486_pillola_R375" width="300" height="205" />A casa non disturba nessuno: così fanno sparire l’aborto</strong><br />
<em><strong>Da SAFE: un articolo di Assuntina Morresi per l&#8217;inserto &#8220;E&#8217; vita&#8221; di Avvenire</strong></em></p>
<p><em><strong>Tratto dal blog di <a href="http://annavercors.splinder.com/" target="_blank">Anna Vercors</a><br />
</strong></em></p>
<p>Con la diffusione della Ru486 l’aborto è destinato a scomparire. Solo dalla scena pubblica, però: le donne continueranno ad abortire, ma lo sapremo solamente dai dati di vendita delle pillole, e dal numero dei certificati rilasciati. Il fine dell’aborto farmacologico è sempre stato lo stesso, prima ancora della Ru486: anche nelle sperimentazioni iniziali fatte solo con le prostaglandine (quelle che adesso sono il secondo farmaco per l’aborto chimico) si cercava di far abortire le donne a casa, per liberare finalmente medici e ospedali e lasciare che le donne se la sbrigassero da sole. Prima della legalizzazione c’erano<em> &#8216;mammane&#8217; </em>e medici compiacenti, un ambulatorio clandestino o un tavolaccio. Con la pillola invece si può fare tutto da soli.</p>
<p>La decisione di usare la Ru486 va presa velocemente, perché la pillola si può usare solo nelle prime sette settimane di gravidanza e non c’è tempo per fermarsi a pensare, o per incontrare qualcuno che possa aiutare a non abortire. Ma soprattutto non c’è bisogno dell’ospedale per ingerire una pillola. In Francia la Ru486 si ingoia davanti al medico convenzionato, che poi consegna il secondo farmaco – quello che si prende due giorni più tardi per far venire le contrazioni – e gli antidolorifici, il foglietto con le istruzioni e il numero di telefono dell’ospedale più vicino a casa, casomai ce ne fosse bisogno.</p>
<p>Un <em>&#8216;aborto medicalmente assistito a distanza&#8217;:</em> questa dovrebbe essere l’espressione corretta. Ricevuto tutto la donna andrà a casa, e se tutto <em>&#8216;va bene&#8217; </em>dell’aborto lo sapranno solo lei e il suo medico. Scatole vuote e foglietti si buttano, e anche il &#8216;prodotto del concepimento&#8217; sparisce, nello sciacquone del bagno: con la Ru486 l’aborto diventa quasi invisibile e non lascia traccia, tranne che nella vita della donna.</p>
<p>Se qualcosa va storto e si deve correre in ospedale, il problema dell’obiezione di coscienza non si pone più, perché tutti i medici hanno, ovviamente, il dovere di soccorrere una donna con un’emorragia in corso. È un aborto facile solo per chi non lo fa, insomma, per chi &#8216;grazie&#8217; alla Ru486, non se ne dovrà occupare più. Un fatto privato come un qualsiasi atto medico, che non deve riguardare nessuno, condotto in totale solitudine, che adesso però si preferisce chiamare <em>&#8216;privacy&#8217;.</em></p>
<p>È questo il vero motivo per cui c’è molto interesse a sostenere l’aborto farmacologico. E se la procedura è più lunga, dolorosa e incerta, peggiore in tutto rispetto al metodo chirurgico, non importa: stavolta le conoscenze mediche non pesano. I <em>&#8216;benefici&#8217; </em>della società tutta, che dell’aborto privatissimo e a domicilio non si dovrà occupare più, saranno sempre maggiori dei rischi, che rimarranno a carico di ogni donna che sceglierà di abortire a casa sua, senza arrecare disturbo in corsia e facendo risparmiare sulla spesa sanitaria.</p>
<p>E se l’aborto è solo un atto medico, e la Ru486 un farmaco fra tanti, soggetto alle stesse regole di una pomata antireumatica, allora anche le morti sono poco importanti. Perché ogni farmaco è pericoloso, si sa, e chissà quante ne dovremo ancora contare, di donne morte dopo aver preso la Ru486, prima che qualcuno se ne preoccupi.</p>
Posted in Articoli, Bioetica e rispetto della vita Tagged: aborto, donne, morte, ospedale, privacy, ru486 <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sicomorogiulianova.wordpress.com/859/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sicomorogiulianova.wordpress.com/859/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sicomorogiulianova.wordpress.com/859/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sicomorogiulianova.wordpress.com/859/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sicomorogiulianova.wordpress.com/859/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sicomorogiulianova.wordpress.com/859/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sicomorogiulianova.wordpress.com/859/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sicomorogiulianova.wordpress.com/859/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sicomorogiulianova.wordpress.com/859/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sicomorogiulianova.wordpress.com/859/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sicomorogiulianova.wordpress.com&blog=6119155&post=859&subd=sicomorogiulianova&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Tredici milioni di non nati</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 17:54:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tredici milioni di non nati, figli che mancano &#8211; Tratto da Avvenire
Ci mancano tredici milioni di figli. In Europa, e solo negli ultimi dieci anni, non sono nati tredici milioni di figli. Oltre un milione e duecentomila aborti all’anno. Tremila e trecento i figli che gli europei cancellano, ogni giorno. Le elaborazioni sono dell’Istituto europeo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sicomorogiulianova.wordpress.com&blog=6119155&post=855&subd=sicomorogiulianova&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong><span id="_ctl0_MasterContent_Titolo"><img class="alignleft size-full wp-image-856" title="aborti1" src="http://sicomorogiulianova.files.wordpress.com/2009/10/aborti11.jpg?w=248&#038;h=249" alt="aborti1" width="248" height="249" />Tredici milioni di non nati, figli che mancano &#8211; Tratto da Avvenire</span></strong></p>
<div><span id="_ctl0_MasterContent_Contenuto">Ci mancano tredici milioni di figli. In Europa, e solo negli ultimi dieci anni, non sono nati tredici milioni di figli. Oltre un milione e duecentomila aborti all’anno. Tremila e trecento i figli che gli europei cancellano, ogni giorno. Le elaborazioni sono dell’Istituto europeo di politica familiare, sulla base di dati Eurostat.</p>
<p>I numeri, sono qualcosa di oggettivo. Non come le opinioni. I numeri stanno lì, fermi, incontestabili. E davanti a questi numeri ci si dovrebbe, crediamo, almeno fermare un momento. Anche chi non ha dubbi sul diritto all’aborto, forse davanti a questa cifra – dei soli ultimi dieci anni – potrebbe lasciarsi interpellare da qualche domanda. Perché siamo abituati a pensare all’aborto come scelta individuale, riguardante in fondo solo la donna e al massimo la sua famiglia.</span></div>
<div></div>
<div><span id="_ctl0_MasterContent_Contenuto"> Ma il bilancio tracciato dall’Istituto mostra l’aspetto collettivo, la somma di tutte queste scelte individuali. Che è, alla fine, quasi una generazione mancante a questa Europa. Tredici milioni che non ci sono nei banchi delle scuole, nei campi di pallone dei nostri quartieri – nelle nostre case, la sera. Nelle tabelle, nei grafici, milioni di singole e spesso solitarie scelte individuali si addizionano, si allineano, diventano un esercito: eccoli, tutti i figli che non abbiamo voluto. E non è necessario, crediamo, essere dei pro-life per guardare a queste schiere di figli non nati con dolore: come si guarda a una sconfitta, come si guarda a una bellezza perduta.</p>
<p>Tra le pieghe del rapporto si apprende che nella “vecchia” Europa dei 15, più benestante dell’Europa allargata a 27, in questi dieci anni il numero di aborti è aumentato. Che dal 2000 a oggi la Spagna ha raddoppiato gli aborti (da 63 mila a 122 mila) – e questo fa pensare che la cultura e la politica di un Paese c’entrino, e tanto, nell’influenzare la scelta fra un sì e un no. L’Italia invece risulta in leggero calo; anche se oltre un milione e trecentomila di quei tredici milioni di figli che mancano in questi dieci anni sono nostri. Ancora: in Europa una gravidanza su cinque finisce in un aborto, e un aborto su sette è di una ragazzina sotto i vent’anni.</p>
<p>Numeri. Con la asettica freddezza propria dei numeri. Milioni di private scelte rapprese in quelle file di zeri implacabili. È un fatto: tredici milioni di figli ci mancano. Mentre gli esperti si affannano a spiegare le conseguenze sociali del declino demografico, e ci descrivono una futura Europa di vecchi, e di vecchi spesso soli e spesso poveri, sarebbe leale stare a guardare questi grafici e domandarci se l’individuale “diritto” cui l’Occidente inneggia da trent’anni non mostri ora le sue drammatiche conseguenze collettive.</span></div>
<div></div>
<div><span id="_ctl0_MasterContent_Contenuto"> Se, invece di introdurre la pillola abortiva, o di allargare il libero aborto alle sedicenni come in Spagna, non sarebbe il caso di fermarsi un momento e di riflettere. Davvero tutto può essere solo ristretto nel “privato”, e la dimensione comunitaria è irrilevante?<br />
Pochi giorni fa ad Ars il cardinale Schönborn, arcivescovo di Vienna, alla fine degli esercizi predicati a mille preti in occasione dell’Anno Sacerdotale, ha detto: «Il dramma dell’Europa è la denatalità. L’Europa si sta suicidando nell’aborto dei suoi figli». Come un pugno nello stomaco, la diagnosi dell’arcivescovo della città che è il cuore della vecchia Europa (cuore invecchiato, dove metà degli abitanti vive da &#8220;single&#8221;). Quelle parole ci hanno ammutoliti, e quasi siamo stati tentati di dirci che erano eccessivamente severe. Ma tredici milioni in meno. Non è la stessa cosa, detta con la freddezza dei numeri?</p>
<p>Un esercito, che non c’è. Che non diventerà grande, che non ci darà dei nipoti. E che era fatto di figli: di primi passi, e primi giorni di scuola, e giochi in cortile. Vita, che non è stata. (Se, almeno, avessimo il coraggio di ammettere un collettivo dolore).</span></div>
<div><strong><span id="_ctl0_MasterContent_Autore">Marina Corradi</span></strong></div>
Posted in Articoli, Bioetica e rispetto della vita Tagged: aborti, aborto, corradi, europa, famiglie, figli, tredici <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sicomorogiulianova.wordpress.com/855/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sicomorogiulianova.wordpress.com/855/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sicomorogiulianova.wordpress.com/855/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sicomorogiulianova.wordpress.com/855/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sicomorogiulianova.wordpress.com/855/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sicomorogiulianova.wordpress.com/855/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sicomorogiulianova.wordpress.com/855/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sicomorogiulianova.wordpress.com/855/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sicomorogiulianova.wordpress.com/855/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sicomorogiulianova.wordpress.com/855/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sicomorogiulianova.wordpress.com&blog=6119155&post=855&subd=sicomorogiulianova&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Europa, gli anni di Erode</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 17:48:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dal 1997 in Europa tredici milioni di aborti &#8211; Avvenire.it

Nei 27 Paesi dell’Unione europea l’aborto è la causa di mortalità più estesa, ben prima dei decessi dovuti a incidenti stradali o a malattie come il tumore. Ogni secondo, negli Stati facenti parte l’Ue, si verificano 25 interruzioni di gravidanza, un trend che fa assommare all’enorme [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sicomorogiulianova.wordpress.com&blog=6119155&post=852&subd=sicomorogiulianova&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><div><strong><img class="alignleft size-full wp-image-853" title="aborti180" src="http://sicomorogiulianova.files.wordpress.com/2009/10/aborti180.jpg?w=180&#038;h=250" alt="aborti180" width="180" height="250" />Dal 1997 in Europa tredici milioni di aborti &#8211; Avvenire.it</strong></div>
<div></div>
<div><span id="_ctl0_MasterContent_Contenuto">Nei 27 Paesi dell’Unione europea l’aborto è la causa di mortalità più estesa, ben prima dei decessi dovuti a incidenti stradali o a malattie come il tumore. Ogni secondo, negli Stati facenti parte l’Ue, si verificano 25 interruzioni di gravidanza, un trend che fa assommare all’enorme cifra di 1.237.731 gli aborti praticati in un anno (dati del 2007). Sono questi alcuni dei (terribili) numeri del rapporto «L’aborto in Europa» reso noto dall’Istituto europeo di politica familiare (Ipf), con sede a Madrid, e che diffonde i suoi studi in varie lingue. Proprio il Paese iberico è balzato di recente agli onori della cronaca per l’enorme marcia <em>pro-vida</em> tenutasi a Madrid contro la legge del governo Zapatero che apre la strada all’aborto libero per le minorenni.</p>
<p>«Le cifre parlano di migliaia di tragedie personali, famigliari e sociali davanti alle quali la società non può più continuare a restare indifferente – annota l’Ipf nell’introduzione al rapporto –. Tutto questo rappresenta una sfida prioritaria per la società e per le amministrazioni pubbliche, perché ogni madre che ricorre all’aborto costituisce una sconfitta per la società».</p>
<p>I numeri, dunque. Quelli del documento sono sconvolgenti: un milione e 200mila bambini non nati in un anno rappresenta l’intera popolazione una grande città del Continente. Nel decennio preso in considerazione l’Unione europea ha «perso» 13 milioni di bambini perché abortiti: come se scomparissero, assommate, l’intera popolazione della Svezia attuale e quella dell’Irlanda. Ciò significa che una gravidanza su 5 (il 19,1% per la precisione) nel Vecchio continente termina con un aborto. Tale fatto contribuisce all’«inverno demografico» che attanaglia l’Europa: nel 2008 le nascite sono diminuite di 774mila unità rispetto al 1982, con un saldo negativo del 12,5%.</p>
<p>Il rapporto di Ipf – che si basa su dati Eurostat e quelli forniti dai diversi Paesi – smonta alcuni cliché delle organizzazioni pro-aborto, ad esempio quello che recita «più contraccettivi = meno aborti». Orbene, se negli ultimi anni gli strumenti anticoncezionali hanno ormai dilagato – un esempio, la diffusione istituzionalizzata di preservativi nelle scuole superiori di diversi Paesi –, non per questo si assiste a un calo delle interruzioni di gravidanza. </span></div>
<div></div>
<div><span id="_ctl0_MasterContent_Contenuto">Anzi: se nel 1997 nei 15 Paesi allora facenti parti dell’Unione europea si registravano 837.409 aborti, dieci anni dopo questi sono saliti del 12,6%, arrivando a quota 931.396. Spagna e Gran Bretagna sono i Paesi con il maggior trend di crescita: Madrid ha avuto nel giro di 10 anni 62.500 aborti in più, il Regno Unito ha assistito ad un +27.500. Vi è un dato poi ulteriormente preoccupante, soprattutto sul versante educativo: un aborto ogni 7 viene richiesto da una donna con meno di 20 anni. Qui il primato spetta alla Gran Bretagna (48150), dove il problema delle adolescenti incinte rappresenta ormai un allarmante problema sociale, seguita da Francia (31779) e Romania (17272).</p>
<p>Ma quali sono i Paesi europei che nell’ultimo decennio hanno registrato il maggior numero di aborti? Il triste primato spetta alla Romania, con 2.114.639 aborti; segue la Francia (2.079.387), la Gran Bretagna (2.037.657), l’Italia (1.321.756), la Germania e la Spagna.<br />
Una buona notizia arriva invece se si prendono in considerazione il numero di gravidanze soppresse nei dodici Paesi entrati a far parte della Ue negli ultimi anni, perlopiù nazioni dell’Est europeo: nel 1997 vi si praticavano 650.869 aborti, nel 2007 si è scesi a 306.335, con una diminuzione del 52,9%. Anche guardando alla situazione del nostro Paese, il rapporto di Ipf offre un lumicino di speranza: siamo uno dei Paesi in cui nell’ultimo decennio l’aborto è in calo. Nel 2007 da noi si sono avute 126.562 interruzioni di gravidanza, ovvero 13.604 in meno rispetto a 10 anni prima.</p>
<p>La Spagna rappresenta il «buco nero» dell’indagine di Ipf: se, come detto, essa è il Paese dei Ventisette dove l’interruzione di gravidanza si è più diffusa negli ultimi 10 anni, nel 2008 (secondo le stime di Ipf) avrebbe raggiunto quota 120mila aborti, diventando il 4° Paese Ue per vite nascenti soppresse.</p>
<p>Da questa amara constatazione l’Istituto di politica famigliare lancia un appello al mondo della politica: «È necessario e urgente che le amministrazioni pubbliche realizzino una vera politica di prevenzione (dell’aborto, <em>ndr</em>) basata sull’aumento dell’aiuto sociale ed economico in favore delle donne incinte» tralasciando di «perseguire politiche di contraccezione superate» che «non sono la soluzione più adeguata per la società. È necessario cogliere la sfida – chiosa il documento – e realizzare una vera politica di formazione – e non solo di informazione – in favore della vita aiutando le donne incinte». </span></div>
<div><span id="_ctl0_MasterContent_Autore"><strong>Lorenzo Fazzini</strong> </span></div>
Posted in Arte, Bioetica e rispetto della vita Tagged: aborti, europa, fazzini, ipf, natalità <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sicomorogiulianova.wordpress.com/852/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sicomorogiulianova.wordpress.com/852/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sicomorogiulianova.wordpress.com/852/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sicomorogiulianova.wordpress.com/852/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sicomorogiulianova.wordpress.com/852/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sicomorogiulianova.wordpress.com/852/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sicomorogiulianova.wordpress.com/852/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sicomorogiulianova.wordpress.com/852/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sicomorogiulianova.wordpress.com/852/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sicomorogiulianova.wordpress.com/852/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sicomorogiulianova.wordpress.com&blog=6119155&post=852&subd=sicomorogiulianova&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il cristianesimo di Don Gnocchi</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 17:42:52 +0000</pubDate>
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di Renato Farina &#8211; tratto dal Sussidiario.net
Sarà bello poter pregare il Beato Carlo Gnocchi, come tanti hanno già fatto per tutti questi anni, dal 1956 in poi, sapendolo santo. Consola sapere che la Chiesa, esperta in umanità, ha visto e approva, dopo che Dio concedendo il miracolo ha detto di sì. Interessante anche il tipo [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sicomorogiulianova.wordpress.com&blog=6119155&post=849&subd=sicomorogiulianova&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-850" title="Don_GnocchiR375" src="http://sicomorogiulianova.files.wordpress.com/2009/10/don_gnocchir375.jpg?w=300&#038;h=204" alt="Don_GnocchiR375" width="300" height="204" />di Renato Farina &#8211; tratto dal <a href="http://www.ilsussidiario.net/" target="_blank">Sussidiario.net</a></strong></p>
<p style="text-align:justify;">Sarà bello poter pregare il Beato Carlo Gnocchi, come tanti hanno già fatto per tutti questi anni, dal 1956 in poi, sapendolo santo. Consola sapere che la Chiesa, esperta in umanità, ha visto e approva, dopo che Dio concedendo il miracolo ha detto di sì. Interessante anche il tipo di miracolo. Un elettricista brianzolo che lavorava da volontario a un centro per disabili a Inverigo ed è rimasto folgorato, impossibile sopravvivere. Ma la folgore non lo ha ucciso avendo egli invocato istantaneamente don Gnocchi.</p>
<p style="text-align:justify;">Prima dell’incarnazione di Dio in Gesù non si poteva vedere Dio senza morire, ora invece lo si può guardare, contemplare nel volto dei santi. Il cristianesimo di don Gnocchi è questo: una folgore che invece di uccidere dona la vita, dentro la vita, dentro il dolore, il marcio della condizione umana, dentro le cose normali. La folgore di una umanità diversa.</p>
<p style="text-align:justify;">Per chi non abbia tempo di leggere le biografie a lui dedicate, ecco un riassunto. Carlo nasce nel 1902 a San Colombano al Lambro, nella Bassa. Il padre muore quando ha cinque anni di silicosi, era operaio marmista. La mamma si trasferisce a Milano, i suoi fratelli sono uccisi dalla tbc. A questo punto Carlo si fa brianzolo, a Montesiro incontra un sacerdote che lo affascina, va in seminario, è prete a 23 anni. Quindi l’oratorio, l’educazione dei ragazzi. Infine è alpino.</p>
<p style="text-align:justify;">Se i suoi studenti, amici e fratelli vanno in guerra lui è lì con loro, non obietta, parte, odiando la guerra, ma lì. Va nei Balcani, poi in Russia. Tra i soldati, uno di loro, però testimone di una Presenza straordinaria. La purezza della castità, contento di essere prete, senza astrarsi, senza fuggire dalla sporcizia e dal sangue. Anche in battaglia. La famosa battaglia di Nikolaevka.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel suo libro “Cristo con gli alpini” scrisse: <strong>«</strong>In quei giorni fatali posso dire di aver visto finalmente l&#8217;uomo. L&#8217;uomo nudo; completamente spogliato, per la violenza degli eventi troppo più grandi di lui, da ogni ritegno e convenzione, in totale balìa degli istinti più elementari emersi dalle profondità dell&#8217;essere<strong>»</strong>. Amare questi uomini come Cristo, amico senza giudicarli, senza escluderli perché preda degli “istinti più elementari”, nessuno scandalo, perché l’uomo nel dolore e nella malattia è salvato.</p>
<p style="text-align:justify;">Ritorna. Ha ricevuto le confidenze dei morti, le lettere. Gira per l’Italia a portare alle famiglie notizie tragiche di persone che ha visto morire. Si prende cura degli orfani. Poi si dà da fare per i bambini mutilati dalla guerra e ancora falcidiati dalle bombe abbandonate. Mette su istituti (la “Pro Juventute”), si fa tutto a tutti, specie con i bambini perché consegnino le loro sofferenze a Gesù.</p>
<p style="text-align:justify;">Prende sul serio i bambini, non li considera bambole di pezza parlanti. Sa che anch’essi cercano il senso della vita, e persino il loro dolore assurdo trova senso sul costato del Crocifisso (e Risorto). Le opere si moltiplicano. Il riconoscimento dei politici non manca; ancor oggi Giulio Andreotti, che ebbe da De Gasperi l’incarico di sostenerlo nelle varie iniziative, dice di lui: «Non gli si dirà mai grazie abbastanza». Don Carlo si consuma. Ha il volto bianco come la neve.</p>
<p><span id="ctl00_ContentBox_ArticleBody"></p>
<p style="text-align:justify;">A proposito di neve. A me resta impressa questa frase: «Com&#8217;è bello giocare con la neve quando è pulita e bianca. Anche Gesù gioca volentieri con le anime dei bimbi quando sono bianche e pulite; ma se diventano sporche a Gesù non piacciono più…». Cosa colpisce? Egli sa che esiste la libertà, gli uomini possono dire sì o no, anche quando sono bambini. La drammaticità dell’esistenza umana inizia presto. E per questo c’è bisogno di adulti che rischino tutto per i loro ragazzi, i quali si affidino a loro volta al maestro, dentro un’affezione che corrisponde al bisogno del cuore.</p>
<p style="text-align:justify;">Egli, magro, consumato, felice, morì a 54 anni dicendo: «Grazie di tutto». Lo diceva a Dio, lo diceva agli amici, ai bambini, agli alpini, a noi. Nelle varie polemiche che si sono susseguite in questi anni (ma durano da secoli) a proposito della risposta cristiana al mistero del dolore innocente, la risposta di don Gnocchi all’enigma è bianca come la neve e rossa come il sangue di Cristo. E si scusi l’immagine un po’ ardita, ma in fondo Gnocchi era ardito e ardente. Egli sapeva che quel dolore dei bambini, perché non fosse buttato via, andava versato nella mano del Signore, ma nel far questo ha fatto di tutto per lenirlo, per combatterlo. Se uno vuol bene dice: “donna non piangere!”, come Gesù alla vedova di Naim.</p>
<p style="text-align:justify;">Negli ospedali di don Gnocchi, nelle sue case, non si lesinavano denari per acquistare le migliori tecnologie per estirpare il dolore, per consentire di camminare meglio ai mutilati. È stato il primo a donare le sue cornee per consentire a due ciechi di vedere, anticipando la legge con il suo gesto profetico. Altro che oscurantismo cattolico o dolorismo sadico. Tutto per Cristo e per gli uomini. Perché i bambini si immedesimino in Lui, e anche gli adulti siano pienamente uomini come Lui. Disse: «Cristo vero Dio e vero uomo, è l&#8217;esemplare e la forma perfetta cui deve mirare e tendere ogni uomo che voglia possedere una personalità veramente umana».</p>
<p style="text-align:justify;">Aveva visto l’orrore in guerra, l’istinto belluino, quello di vivere anteposto a tutto, nel gelo russo. Eppure don Carlo anche lì riuscì a essere &#8211; e la sua testimonianza vale tuttora &#8211; “seminatore di speranza”, secondo la definizione per lui coniata da Giovanni Paolo II. Il destino è buono. L’uomo è capace di male, ma è più forte la grazia.</p>
<p style="text-align:justify;">Diceva: «L’ultima parola spetta sempre al bene». E si rivolgeva sempre, nel buio e nella melma, alla «Madre tenerissima, mediatrice di Grazia». Per questo è bello che sia stato fatto Beato, e la sua faccia lunga e lieta appaia sul grande stendardo domenica in Piazza Duomo a Milano, sotto la Madonnina d’oro.</p>
<p></span></span></p>
Posted in Articoli, educazione Tagged: alpini, bambini, beato, farina, gnocchi, mutilatini, russia, santo <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sicomorogiulianova.wordpress.com/849/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sicomorogiulianova.wordpress.com/849/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sicomorogiulianova.wordpress.com/849/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sicomorogiulianova.wordpress.com/849/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sicomorogiulianova.wordpress.com/849/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sicomorogiulianova.wordpress.com/849/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sicomorogiulianova.wordpress.com/849/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sicomorogiulianova.wordpress.com/849/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sicomorogiulianova.wordpress.com/849/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sicomorogiulianova.wordpress.com/849/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sicomorogiulianova.wordpress.com&blog=6119155&post=849&subd=sicomorogiulianova&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 17:30:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le Choristes
Nella Francia del Dopoguerra, un timido insegnante di musica viene inviato come custode in una scuola per ragazzi difficili.
Dalla Francia un piccolo grande film sull’educazione e sull’accoglienza del diverso. Un mite e pacioso insegnante di musica finisce quasi per caso in un istituto per ragazzi disagiati. Deve fare il custode, anche il suo cuore [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sicomorogiulianova.wordpress.com&blog=6119155&post=845&subd=sicomorogiulianova&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-846" title="choristes" src="http://sicomorogiulianova.files.wordpress.com/2009/10/choristes.jpg?w=211&#038;h=300" alt="choristes" width="211" height="300" />Le Choristes</strong></p>
<p><strong>Nella Francia del Dopoguerra, un timido insegnante di musica viene inviato come custode in una scuola per ragazzi difficili.</strong></p>
<p>Dalla Francia un piccolo grande film sull’educazione e sull’accoglienza del diverso. Un mite e pacioso insegnante di musica finisce quasi per caso in un istituto per ragazzi disagiati. Deve fare il custode, anche il suo cuore batte a suon di musica e il suo sogno è quello di insegnare a cantare a quei ragazzi così difficili perché separati dalla famiglia e abbandonati a loro stessi.</p>
<p>Fedele al compito affidatogli e mai rassegnandosi di fronte alle continue marachelle di veri e propri ragazzi selvaggi, il custode, grazie a una passione inesauribile cambia e fa cambiare il mondo: i ragazzi col tempo cominciano ad affezionarsi a chi, differentemente dagli altri insegnanti, ha in mente di comunicare loro una passione e non una semplice punizione. Si affezionano e gradualmennte vengono dietro al timido insegnate.</p>
<p>Lo cominciano ad ascoltare, imitare, fino a diventare un vero e propri coro di voci indimenticabili, in grado di rendere bello e gradevole tutto, persino le anguste pareti di un ricovero per ragazzi senza futuro. Con un occhio più verso Truffaut (&#8216;I quattrocento colpi&#8217;, &#8216;Il ragazzo selvaggio&#8217;, &#8216;Gli anni in tasca&#8217;) o al recente, splendido Essere e avere di Philibert che non verso e il più spettacolare ma ambiguo cinema d’educazione d’Oltreoceano (&#8216;L’attimo fuggente&#8217; ed epigoni), Barratier dirige con delicatezza e commozione un film ad altezza di bambini e educatori: dei primi si mostra senza paura la necessità stringente di un rapporto significativo con un adulto (una “dipendenza” direbbe la Bancroft di &#8216;Anna dei miracoli&#8217;) per diventare grandi; dei secondi si sottolinea due ingredienti fondamentali nel mestiere difficile dell’insegnante: passione e gratuità.</p>
<p><strong>Simone Fortunato tratto da <a href="http://www.sentieridelcinema.it/film.asp?ID=371" target="_blank">Sentieri del Cinema</a><br />
</strong></p>
Posted in Cinema, educazione Tagged: barratier, choristes, educazione, famiglie, ragazzi, scuola <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sicomorogiulianova.wordpress.com/845/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sicomorogiulianova.wordpress.com/845/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sicomorogiulianova.wordpress.com/845/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sicomorogiulianova.wordpress.com/845/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sicomorogiulianova.wordpress.com/845/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sicomorogiulianova.wordpress.com/845/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sicomorogiulianova.wordpress.com/845/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sicomorogiulianova.wordpress.com/845/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sicomorogiulianova.wordpress.com/845/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sicomorogiulianova.wordpress.com/845/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sicomorogiulianova.wordpress.com&blog=6119155&post=845&subd=sicomorogiulianova&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Ecologia e Greenpeace</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 19:30:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Davvero il top dell’ecologia è iscriversi a Greenpeace?
di Annalena Valenti tratto da Tempi
Lezioni di riciclaggio nelle scuole (per arrivare alle famiglie passano tutti dalla scuola), e il nuovo numero della rivista Ikea family che ci dà lezioni in piega sempre più ambientalista, anche estrema, se negli esempi di virtù ecologica citati la cosa migliore che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sicomorogiulianova.wordpress.com&blog=6119155&post=843&subd=sicomorogiulianova&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><strong>Davvero il top dell’ecologia è iscriversi a Greenpeace?</strong><br />
di Annalena Valenti tratto da <a href="http://www.tempi.it/rubriche/007808-davvero-il-top-dell-ecologia-iscriversi-greenpeace">Tempi</a></p>
<p>Lezioni di riciclaggio nelle scuole (per arrivare alle famiglie passano tutti dalla scuola), e il nuovo numero della rivista Ikea family che ci dà lezioni in piega sempre più ambientalista, anche estrema, se negli esempi di virtù ecologica citati la cosa migliore che alcuni hanno mai fatto per l’ambiente è «iscriversi a Greenpeace».</p>
<p>Senza dimenticare che la tassa sui rifiuti, da quando è stata introdotta la raccolta differenziata, è raddoppiata, mi pongo alcune domande. Senza fare la retorica del si-stava-meglio-quando-si-stava-peggio, capiamo tutti che qualsiasi prodotto sia oggi in circolazione nasce già con uno scarto di cui disfarsi, tanto che una bottiglia d’acqua la paghiamo a priori per il contenuto, per l’involucro e per il suo smaltimento. Per la salvaguardia dell’ambiente è meglio il riciclaggio dei rifiuti o le azioni-lezioni mirate a produrre meno scarti a priori, contenitori, involucri, imballaggi? E per i business, cos’è meglio? E per le nostre tasche?</p>
<p>Una volta i matrimoni duravano per sempre e anche i mobili. Quasi tutti compriamo qualcosa all’Ikea, roba carina, costa poco e dura altrettanto. E non date lezioni.</p>
<p>Ama di più il Creato un mobile prodotto con alberi che saranno tagliati e poi saranno ripiantati e cresceranno in 50 anni e il mobile si tramanderà di padre in figlio, una vita, oppure un mobile che in 5, 10 anni sarà buttato via ma quello che ce l’aveva è iscritto a Greenpeace? Molto marketing mirato, molto business, troppe contraddizioni.</p>
<p><em>mammaoca.wordpress.com</em></p>
Posted in Articoli Tagged: greenpeace, ikea <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sicomorogiulianova.wordpress.com/843/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sicomorogiulianova.wordpress.com/843/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sicomorogiulianova.wordpress.com/843/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sicomorogiulianova.wordpress.com/843/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sicomorogiulianova.wordpress.com/843/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sicomorogiulianova.wordpress.com/843/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sicomorogiulianova.wordpress.com/843/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sicomorogiulianova.wordpress.com/843/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sicomorogiulianova.wordpress.com/843/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sicomorogiulianova.wordpress.com/843/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sicomorogiulianova.wordpress.com&blog=6119155&post=843&subd=sicomorogiulianova&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>«Domenica cinque», risse e falsità</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 19:24:25 +0000</pubDate>
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Nel suo titanico sforzo  di scendere sempre  più in basso,  Dome­nica  Cinque ha organizzato un ennesimo teatrino degli orrori, la millesima dimostra­zione di come non si discute, non ci si confronta, né si va da nessuna parte.
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<p>Nel suo titanico sforzo  di scendere sempre  più in basso, <em> Dome­nica  Cinque</em> ha organizzato un ennesimo teatrino degli orrori, la millesima dimostra­zione di come non si discute, non ci si confronta, né si va da nessuna parte.</p>
<p>Tv spazza­tura, generalista e indifferen­ziata. Il tema era serio: «Diversi da chi?». La leg­ge sull’omofobia, le aggressioni agli omoses­suali… Il tutto con Barbara D’Urso (nella foto) schieratissima, undici ospiti tra cui sette omo­sessuali; Alba Parietti e il sacerdote sospeso a divinis Franco Barbero, che gli omosessuali «li sposa» senza problemi; e il cattolico oltranzista, intransigente e autolesionista Maurizio Rug­giero.</p>
<p>Appollaiato su un trespolo, Vittorio Sgar­bi arbitro muto senza fischietto né cartellini: al­la  fine espellerà se stesso.  La rissa è fatta deflagrare dall’abile regia all’ora dell’abbiocco, le 14.25. Cecchi Paone casual­mente accanto a Ruggiero; di fronte, tre coppie omosessuali; Renato Farina che dice la sua e se ne va, annoiato e seccato.</p>
<p>Idee nessuna, soltan­to insulti: «Pubblico peccatore», «fascista», «so­domiti », «bestemmiatore di Dio». Barbero indi­cando Ruggiero: «I cristiani non sono tutti co­sì »; Ruggiero a Barbero: «Neanche i preti sono tutti come lei». Urla, strilli, minacce, la regia che non toglie mai l’audio ai microfoni dei rissosi (basterebbe quello), la D’Urso che minaccia: «Non costringetemi ad andare in pubblicità», e noi a implorare l’irruzione di uno spot, qualun­que esso sia, un telefonino, un pannolino, ma basta! In serata compare anche Alfonso Signo­rini, interrogato da Platinette in abiti borghesi. Sulla vicenda dell’ex direttore di <em> Avvenire</em> Dino Boffo. «L’ho difeso» sorride perfido Signorini, dando per scontato che il contenuto della let­tera anonima spacciata per documento dal <em> Gior­nale</em> sia vero, acclarato, dimostrato. Tra la spaz­zatura  di <em> Domenica Cinque,</em> pure questo.</p>
<p><strong>Umberto Folena</strong></p>
Posted in Articoli Tagged: domebica, farina, omosessuali, sgarbi, urso <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sicomorogiulianova.wordpress.com/840/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sicomorogiulianova.wordpress.com/840/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sicomorogiulianova.wordpress.com/840/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sicomorogiulianova.wordpress.com/840/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sicomorogiulianova.wordpress.com/840/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sicomorogiulianova.wordpress.com/840/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sicomorogiulianova.wordpress.com/840/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sicomorogiulianova.wordpress.com/840/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sicomorogiulianova.wordpress.com/840/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sicomorogiulianova.wordpress.com/840/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sicomorogiulianova.wordpress.com&blog=6119155&post=840&subd=sicomorogiulianova&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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